Russia. E' giallo sul ferimento del gen. Alekseyev. Lavorov punta il dito contro Kiev

di

Emilia Morelli

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Russia. E' giallo sul ferimento del gen. Alekseyev. Lavorov punta il dito contro Kiev

Russia. E' giallo sul ferimento del gen. Alekseyev. Lavorov punta il dito contro Kiev

Il vicecapo del GRU Vladimir Alekseyev colpito da un attentato a Mosca. È in fin di vita. Accuse alla Ucraina, ma nessuna rivendicazione ufficiale

attentato Mosca

È giallo a Mosca sull’attentato che ha ridotto in fin di vita uno dei più alti ufficiali dell’intelligence militare russa. Il tenente generale Vladimir Alekseyev, primo vicecapo del GRU, è stato gravemente ferito da diversi colpi d’arma da fuoco esplosi alle spalle nella tromba delle scale del palazzo in cui risiede, nel quadrante nord-occidentale della capitale. Soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, si troverebbe in condizioni critiche. L’attentatore è riuscito a dileguarsi subito dopo l’agguato ed è attivamente ricercato dalle forze di sicurezza. Non risultano al momento rivendicazioni ufficiali, né le autorità hanno confermato le indiscrezioni circolate sull’identità del possibile responsabile.

Le accuse di Mosca e le zone d’ombra

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha accusato apertamente Kiev, definendo l’attacco un atto terroristico e sostenendo che il governo di Volodymyr Zelensky punti a sabotare qualsiasi prospettiva negoziale. Dichiarazioni pesanti che, tuttavia, non sono state accompagnate da prove pubbliche di un coinvolgimento diretto dei servizi ucraini, i quali in passato hanno raramente confermato operazioni mirate sul suolo russo.L’assenza di rivendicazioni mantiene quindi aperti molteplici scenari, inclusi quelli legati a dinamiche interne al potere russo.

Un uomo chiave dell’apparato militare

Alekseyev è ritenuto una figura centrale del sistema d’intelligence di Mosca. Vice del capo del GRU Igor Kostyukov, avrebbe avuto un ruolo rilevante nelle operazioni precedenti e successive all’invasione dell’Ucraina del 2022. sScondo fonti ucraine, avrebbe coordinato reti di infiltrazione, contribuito alla selezione di obiettivi per attacchi missilistici e preso parte all’organizzazione dei referendum nei territori occupati, oltre alla strutturazione di amministrazioni filorusse in aree come Kherson. Il suo nome compare anche nei dossier sulle operazioni russe in Siria e nelle indagini statunitensi sulle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali USA del 2016.

La scia di attentati contro i vertici militari

L’agguato si inserisce in una sequenza di attacchi che, dall’inizio della guerra, hanno colpito ufficiali di alto rango delle forze armate russe. Negli ultimi anni generali e comandanti sono stati uccisi o feriti con armi da fuoco o ordigni esplosivi, spesso senza mandanti ufficiali. Episodi registrati a Mosca, in Crimea e in altre città hanno alimentato il sospetto di operazioni mirate, ma anche quello di regolamenti di conti interni.

L’ipotesi delle faide di potere

Alcuni osservatori — in particolare analisti e giornalisti ucraini — ipotizzano che l’attentato possa maturare all’interno delle stesse élite russe. Viene richiamato il ruolo di Alekseyev nei rapporti con la Wagner e nella gestione delle milizie filorusse nel Donbass, ambiti che avrebbero generato tensioni e rivalità. In questa chiave, l’agguato potrebbe configurarsi come una resa dei conti coperta dal contesto bellico e più facilmente attribuibile a nemici esterni.

Un’ombra sui negoziati

L’episodio si colloca in una fase delicata sul piano diplomatico, tra timidi segnali di dialogo e persistenti scontri sul terreno. L’attentato rischia di irrigidire ulteriormente le posizioni, alimentando accuse reciproche e rendendo ancora più instabile il già fragile scenario negoziale.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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