La collaborazione tecnologica tra Italia e Stati Uniti entra in una nuova fase, passando dal confronto istituzionale alla realizzazione di progetti industriali e scientifici. Nella capitale americana è stato presentato lo U.S.–Italy Trusted Tech Accelerator, un programma internazionale destinato a favorire investimenti, ricerca e nuove partnership nei settori strategici dell'innovazione.
L'iniziativa nasce dall'accordo tra Harmonic Innovation Group, attraverso la Transatlantic Harmonic Foundation (THF), e il Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue, con il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia negli Stati Uniti. L'annuncio è arrivato durante la quinta edizione dello U.S. THF Stakeholders' Meeting, appuntamento che ha riunito a Washington rappresentanti dei governi, grandi gruppi industriali, università, centri di ricerca e istituzioni finanziarie dei due Paesi.
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Il nuovo acceleratore avrà una durata di 18 mesi e punterà a trasformare competenze scientifiche e innovazioni tecnologiche in collaborazioni concrete. L'obiettivo è individuare progetti promettenti, mettere in contatto imprese e investitori e accompagnare lo sviluppo di iniziative comuni, dalla ricerca alla produzione industriale. Tre i principali ambiti di intervento: intelligenza artificiale e tecnologie digitali avanzate, energia e scienze della vita.
Nel primo settore rientrano robotica, sistemi di intelligenza artificiale applicati al mondo fisico, calcolo quantistico, supercalcolo e cybersicurezza. Sul fronte energetico, l'attenzione sarà rivolta alle reti intelligenti, al nucleare avanzato, alla fusione, alla geotermia e ai sistemi di accumulo. Per le scienze della vita, invece, il programma coinvolgerà biotecnologie, terapie geniche e a RNA, diagnostica, dispositivi medici e nuove tecniche di bioproduzione. Settori nei quali Italia e Stati Uniti possono mettere in comune capacità industriali, competenze scientifiche e risorse finanziarie.

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Il progetto parte da una base operativa già definita. Harmonic Innovation Group ha infatti mappato oltre 300 potenziali opportunità di partnership tra realtà italiane e americane. Il prossimo passaggio sarà favorire l'incontro diretto tra i soggetti interessati, attraverso un programma di appuntamenti e iniziative dedicate. Nel 2027 è previsto un roadshow negli Stati Uniti che attraverserà quattro aree strategiche per l'innovazione: Texas, California, Indiana e New York.
Parallelamente saranno costituiti gruppi di lavoro per affrontare gli ostacoli normativi e istituzionali che possono rallentare le collaborazioni internazionali e per studiare una futura struttura dedicata agli investimenti transatlantici. Tra gli strumenti annunciati figura anche il Trusted Tech Playbook, un documento operativo pensato per favorire l'adozione di tecnologie considerate affidabili.
«Il modello dell'Accelerator è semplice e ambizioso: partire dalla mappatura delle opportunità per arrivare a partnership qualificate, introduzioni mirate e, infine, a progetti e investimenti», ha spiegato Emanuele Spampinato, Executive Vice President e Co-CEO di Harmonic Innovation Group.
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La due giorni americana ha visto una partecipazione istituzionale di alto livello. Per l'Italia sono intervenuti, tra gli altri, l'ambasciatore Marco Peronaci, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, i presidenti delle Regioni Lombardia e Lazio, Attilio Fontana e Francesco Rocca, e il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini.
Presenti anche rappresentanti del Ministero dell'Università e della Ricerca e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sul versante statunitense hanno partecipato il sottosegretario di Stato per gli Affari economici Jacob Helberg, esponenti del Dipartimento di Stato e rappresentanti delle amministrazioni federali competenti in materia di commercio, energia e investimenti.
Al confronto hanno preso parte anche realtà industriali e finanziarie come Leonardo, Microsoft, Google, ServiceNow, SACE, Intesa Sanpaolo ed Export-Import Bank of the United States, insieme alla Purdue University e a diversi organismi scientifici. Una partecipazione che evidenzia l'interesse verso una cooperazione capace di collegare diplomazia economica, ricerca e sviluppo industriale.
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Durante i lavori, l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, ha ricordato come la collaborazione tecnologica tra Roma e Washington poggi già su esperienze consolidate. Tra queste figura il programma spaziale Artemis, al quale l'Italia contribuisce anche attraverso lo sviluppo di moduli abitativi destinati all'esplorazione lunare.
Secondo quanto riferito dall'ambasciatore, la NASA ha attribuito un valore di 5 miliardi di dollari al contributo italiano al programma. Altre collaborazioni riguardano la fisica delle particelle, con il progetto internazionale DUNE sui neutrini, e le tecnologie quantistiche. Il nuovo acceleratore punta ad ampliare questa cooperazione, creando opportunità anche per aziende, centri di ricerca e investitori che intendono sviluppare progetti sui mercati internazionali.
Per Michelle Giuda, amministratrice delegata del Krach Institute for Tech Diplomacy at Purdue, il passaggio fondamentale consiste nel trasformare le priorità condivise in risultati operativi, valorizzando le competenze complementari dei due Paesi.

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Tra i risultati dell'incontro di Washington figura anche una nuova intesa destinata a rafforzare il collegamento tra ricerca scientifica e industria. Harmonic Innovation Group, THF e ISSNAF hanno sottoscritto un accordo triennale per il periodo 2027-2029. ISSNAF è la fondazione che riunisce oltre 3.500 ricercatori e tecnologi italiani attivi negli Stati Uniti e in Canada.
La collaborazione consentirà di coinvolgere questa comunità scientifica nella valutazione indipendente delle opportunità individuate dall'acceleratore, contribuendo a selezionare progetti con solide prospettive di sviluppo. L'accordo faciliterà inoltre l'accesso delle imprese italiane a competenze specialistiche, risultati della ricerca e talenti presenti nel sistema scientifico nordamericano.
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Il quinto Stakeholders' Meeting rappresenta un punto di svolta nel percorso promosso dalla Transatlantic Harmonic Foundation. Dopo quattro precedenti edizioni dedicate alla costruzione del dialogo tra i diversi protagonisti dell'innovazione, l'attenzione si concentra ora sugli strumenti necessari per realizzare iniziative concrete.
Andrea Gumina, presidente della THF, ha sottolineato come le opportunità già individuate e la partecipazione di istituzioni, imprese e ricercatori dimostrino l'esistenza di condizioni favorevoli per rafforzare i rapporti transatlantici. Sulla stessa linea Pasqualino Scaramuzzino, Executive Vice President e Co-CEO di Harmonic Innovation Group, che ha richiamato il principio dell'Innovazione Armonica, un modello orientato a coniugare progresso tecnologico, responsabilità sociale e sviluppo di lungo periodo.
A concludere i lavori è stato Francesco Cicione, presidente fondatore di Harmonic Innovation Group, tra i promotori dell'iniziativa. La sfida, adesso, sarà misurare la capacità del nuovo acceleratore di trasformare le oltre 300 opportunità individuate in accordi, investimenti e progetti industriali.
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