La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si conclude con il successo della regista britannica Clio Barnard. Il suo film I See Buildings Fall Like Lightning ha ottenuto il premio per il miglior film del Concorso Progressive Cinema, distinguendosi nella selezione internazionale dell'evento. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 25 ottobre nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, alla presenza di protagonisti e personalità del mondo del cinema.
A decretare il vincitore è stata la giuria guidata dal regista polacco Jan Komasa, che ha apprezzato l'opera di Barnard, focalizzata sulle sfide economiche e sociali delle nuove generazioni. La serata ha visto anche importanti riconoscimenti per il cinema italiano, con premi a Paolo Pierobon e Kasia Smutniak, entrambi protagonisti di un evento caratterizzato da un forte interesse per le storie contemporanee e i temi sociali.
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Il trionfo di I See Buildings Fall Like Lightning rappresenta il momento clou del palmarès 2026. Il film affronta la precarietà lavorativa, le disuguaglianze economiche e le difficoltà che molti giovani incontrano nel costruire un futuro indipendente, tra redditi insufficienti e problemi di accesso alla casa. Ritirando il premio, Clio Barnard ha voluto condividere il successo con tutte le persone coinvolte nella realizzazione del film, sottolineando il carattere collettivo del lavoro cinematografico.
La regista ha poi richiamato l'attenzione sulle tensioni sociali che attraversano diversi Paesi, evidenziando come le difficoltà economiche possano alimentare divisioni e conflitti. Nel suo discorso ha espresso sostegno alle mobilitazioni giovanili, interpretandole come una risposta alle disuguaglianze e alla crescente difficoltà di accedere ai beni essenziali. Per Barnard, la solidarietà e la capacità di costruire relazioni rappresentano strumenti fondamentali per affrontare un sistema sociale che tende ad ampliare le distanze tra le persone. Il film ha ricevuto anche uno dei premi per la migliore interpretazione maschile, assegnato ad Anthony Boyle.
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Il secondo riconoscimento più importante del Concorso Progressive Cinema è stato attribuito a The Life and Deaths of Wilson Shedd, diretto da Tim Blake Nelson. Il film ha conquistato il Gran Premio della Giuria, entrando tra le opere maggiormente apprezzate di questa edizione. Il premio conferma la varietà delle proposte cinematografiche selezionate per il concorso, che ha riunito autori e produzioni provenienti da differenti contesti culturali.
Tra gli altri riconoscimenti principali figura quello per la migliore regia, assegnato a Rafiki Fariala per Congo Boy. Il regista ha ottenuto un doppio successo, conquistando anche una parte del Premio del Pubblico Terna, attribuito ex aequo al suo film e a Mustang di Kasia Smutniak.
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Tra i protagonisti italiani della serata spicca Paolo Pierobon, premiato come miglior attore per la sua interpretazione in Brianza. Il riconoscimento è stato assegnato ex aequo con Anthony Boyle, protagonista del film vincitore I See Buildings Fall Like Lightning. Per Pierobon la serata si è conclusa con una doppia soddisfazione. L'attore ha infatti ricevuto anche il Premio LARA, riconoscimento promosso dalla Libera Associazione Rappresentanti di Artisti, giunto alla sua undicesima edizione.
Un risultato che valorizza il lavoro dell'interprete italiano e conferma la presenza significativa del cinema nazionale all'interno della manifestazione romana. Il premio per la migliore attrice è stato invece assegnato a Victoria Luengo per la sua interpretazione nel film Sants.
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La giuria del concorso principale ha premiato anche la scrittura cinematografica. Il riconoscimento per la migliore sceneggiatura è andato ad Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca (Ashes). Il Premio Speciale della Giuria è stato invece attribuito alla famiglia Al Mawla per Yesterday the Eye Didn't Sleep. La scelta contribuisce a delineare un palmarès articolato, nel quale trovano spazio linguaggi narrativi differenti e opere capaci di affrontare esperienze umane e sociali attraverso prospettive originali.
Link to Kasia Smutniak conquista il pubblico con MustangKasia Smutniak conquista il pubblico con Mustang
Uno dei momenti più emozionanti della premiazione ha avuto come protagonista Kasia Smutniak, che ha ricevuto il Premio del Pubblico Terna per Mustang, condividendolo con Congo Boy di Rafiki Fariala. Visibilmente commossa, l'attrice e regista ha ricordato il valore del cinema come strumento capace di trasmettere emozioni e offrire nuove prospettive anche nei periodi più difficili.
Smutniak ha spiegato di aver voluto raccontare una storia di speranza, ambientata in una piccola comunità ai margini del mondo, dove un gruppo di bambini trasforma la ricerca della felicità in un'esperienza collettiva. Il riconoscimento assume un significato particolare perché arriva direttamente dalle preferenze degli spettatori, confermando la capacità del film di stabilire un legame emotivo con il pubblico della manifestazione. Il premio condiviso con Congo Boy testimonia inoltre l'interesse degli spettatori per opere capaci di affrontare temi profondi attraverso sensibilità narrative differenti.
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Anche Rafiki Fariala è stato tra i protagonisti della cerimonia conclusiva. Il regista di Congo Boy, oltre ad aggiudicarsi il riconoscimento per la migliore regia, ha ricevuto il Premio del Pubblico Terna ex aequo con Kasia Smutniak. Prima di ritirare il premio, Fariala ha interpretato sul palco una canzone presente nel film, regalando alla platea un momento particolarmente partecipato.
Nel suo intervento ha ringraziato gli spettatori romani per l'accoglienza riservata all'opera, esprimendo la speranza che i riconoscimenti ottenuti possano attirare l'attenzione dei distributori italiani. L'auspicio del regista è che Congo Boy possa raggiungere anche le sale cinematografiche del Paese, ampliando così il pubblico oltre quello dei festival.
Link to Migliore opera prima a Clementine OrangeMigliore opera prima a Clementine Orange
La Festa del Cinema di Roma ha riservato uno spazio importante anche agli autori emergenti. Il premio per la Miglior Opera Prima Poste Italiane è stato assegnato a Clementine Orange di Lisa Forslund, presentato nella sezione Freestyle. A scegliere il vincitore è stata la giuria presieduta dalla sceneggiatrice Ludovica Rampoldi.
Una menzione speciale è andata invece a El tren fluvial, diretto da Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale. I riconoscimenti dedicati alle opere prime rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali la manifestazione sostiene nuovi percorsi artistici, offrendo visibilità a registi che si affacciano al panorama cinematografico internazionale.
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Per la sezione documentari, la giuria presieduta dal regista Roberto Minervini ha assegnato il premio principale a Dans la gueule de l'ogre (Into the Jaws of the Ogre) di Mahsa Karampour. Una menzione speciale è stata attribuita a Un hiver russe di Patric Chiha. Anche questa categoria ha contribuito ad arricchire il programma della ventunesima edizione, confermando l'attenzione della Festa del Cinema di Roma verso il documentario come forma espressiva autonoma e strumento di osservazione della realtà contemporanea.
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